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martedì 17 novembre 2009

[immagine da deviantart.com]

Sono in redazione, come al solito.
A me piace veramente tanto questo mestiere, forse da quando frequento la scuola di giornalismo anche di più.
Guardando questa foto, che ho trovato su deviantart.com, ho subito pensato al fatto che è un pò che non faccio qualche scatto perchè non riesco mai a trovare la giusta combo tra tempo ed ispirazione.
Questo lavoro, quello del giornalista (anche se io non mi considero ancora realmente tale, anche perchè sono solo una praticante), è un lavoro quanto mai affascinante, duro, totalizzante ma anche, purtroppo, di gran moda.
Oggi un pò tutti si sentono giornalisti, il che è purtroppo un dramma.
Sento spesso molta gente che a stento sa scrivere una frase di senso compiuto che, guardando un telegiornale, sfogliando un quotidiano o una rivista, ha sempre da ridire sull'operato dei mei quasi colleghi.
Perchè sulla carta loro si credono migliori, pensano di saper fare di meglio, anche se probabilmente, i miei amici di Napoli che fanno tanto i so tutto io, non sanno nemmeno dov'è la sede de "Il Mattino".
Questo per non parlare delle scuole di giornalismo che nell'immaginario collettivo sono una specie di utopia, genere "beato chi ci entra" o, al peggio, una macina di soldi.
Ma il giornalismo, quello vero, in realtà quasi nessuno sa più cos'è.

venerdì 23 ottobre 2009

[fonte: Corriere della Sera/foto @wikipedia]

Sembra che
l'ultimo proprietario dei beni di Giorgio Vasari, tale Giovanni Festari, abbia venduto l'archivio del pittore-e-scrittore a dei non meglio definiti russi per l'astronomica cifra di 150 mila euro.
Ora non so se abbiamo definito questi acquirenti russi come aggravante del loro status, fatto sta che tutti hanno cominciato a fare le solite storie genere "oh mamma mia!" e poi anche "ma che ingiustizia!" e poi ancora "Ma non è possibile!", il tutto condito da altre frasi ovvie, buttate lì ad hoc, quando poi questi manco sanno chi è Vasari.
E poi, mi scusino i ben pensanti ma io credo che al momento abbiamo problemi un pò più seri che il piangerci un tizio che ha ben pensato di farsi qualcosa di soldi che, con l'aggravante della crisi economica, non fanno mai male.
E comunque c'è da stare attenti.

Altro che Vasari, tra un pò ci strapperanno anche le mutande e se le venderanno.