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lunedì 4 gennaio 2010

Non ho nulla contro le persone anziane, anzi. Le adoro. Per esempio, adoro Giorgio Bocca ed il Presidente Napolitano, Sergio Zavoli m'ispira la simpatia di un Nonno e via dicendo. Ma c'è la zia di mia madre che è veramente odiosa. Ignorante oltre ogni limite, molto supponente, crede di avere sempre ragione lei, ha una parola su tutto, specie su questioni che non le competono. Siccome ha quasi ottant'anni, si crede esente dalle scuse e soprattutto, dal rispetto altrui. Da un pò di tempo s'è trasferita a casa di mia madre, pechè è l'unica che la sopporta realmente e che le fa fare tutto ciò che desidera. Ultimamente, poi, non ha nemmeno più il suo bancomat, buen retiro della sua pensione, perchè gliel'ha sottratto mio zio e, non si sa per quale motivo, non intende più restituirglielo. Francamente, non commenterò lo cosa, benchè mi sembri allucinante, esclusivamente perchè non sono questioni che mi competono. Se il bancomat fosse stato mio, gliel'avrei fatto sputare, pur di riaverlo. Ad ogni modo, questa donna ha un odio innato nei miei confronti, sin da quando ero molto piccola. Di nascosto da mia madre, talvolta mi picchiava, salvo poi dire che non era vero. Altra cosa odiosa che fa, è bestemmiare come nemmeno uno scaricatore di porto, con l'aggravante di definirsi Gesù Cristo, alla cui esistenza fa continui riferimenti, quasi tutti sbagliati, paragonandola alla sua. Spesso cita frasi in latino inesistenti ma guai a dirle che "Questa frase non esiste" perchè salta su tutte le furie, sbatte i piedi a terra e grida come un'ossessa. Ma che bisogno c'è, dico io. Ogni tanto mi minaccia anche di morte o, in alternativa, mi chiede di picchiarla, così poi può chiamare la polizia e denunciarmi (!). Io. Che sono pacifista. Figuriamoci. Non la sopporto, veramente, credo che in lei alberghi chissà quale demone, del quale, purtroppo, non ci libereremo mai.

Perchè la zia di mia madre non è Margherita Hack?

sabato 26 dicembre 2009


[immagine dalla rete]

Dicono che il Natale sia il periodo dell'anno più ricco di suicidi.
Forse, non hanno tutti i torti.

giovedì 3 dicembre 2009

C'erano tempi in cui Natale durava per me tutto il mese di dicembre.
Ora non so più nemmeno quand'è il giorno di Natale.

mercoledì 25 novembre 2009

[immagine dalla deviantart.com]

Non riesco a capire i motivi di tutta questa aggressività, di tutta questa competizione.
Mi sembra perennemente di vivere in un'opera di Samuel Beckett.
Frequento una scuola di giornalismo, come tante altre persone in questo mondo.
Il problema nasce dal fatto che io non mi accanisco contro i miei altri colleghi, non impazzisco se qualcuno scrive un pezzo che vorrei scrivere io, se firma un pezzo in prima pagina sul nostro giornalino, oppure sulla home page del nostro sito internet.
Non ho ancora la folle presunzione che la nostra timida redazioncina sia il New York Times e che io stia lottando per vincere il Pulitzer.
Però c'è gente che lotta strenuamente contro i mulini a vento, che tenta di prevaricare per dimostrare che è fatto per questo mestiere, che sa scrivere meglio degli altri, che è paradossalmente migliore degli altri.
Come se avessimo dei lettori reali.
Come se fossimo veramente qualcuno.
Uno dei miei compagni, nonchè mio amico, Ciccio, sostiene che questo comportamento abbia origine nella frustrazione di persone che si vedono pubblicate esclusivamente sulle tristi paginette della nostra rivistina, che vedono come sfogo di una vita che non da loro visibilità.
Anche se prima mi ostinavo di dire che no, non era così, che ci dobbiamo voler bene e tutte queste menate da telefilm americano, mi sono resa conto tristemente che è così.
Ma sono stata ancora più triste, quando mi sono resa conto che queste persone non faranno mai realmente carriera e si porteranno la frustrazione di voler essere qualcuno nella tomba.


giovedì 19 novembre 2009


[immagine da deviantart.com]

Oggi mi sento più strana del solito.
Sono in redazione ma non ho molta voglia di lavorare.
Preferirei fare quattro passi, aspettando che il sole tramonti definitivamente.
Preferirei sedermi in un anonimo tavolino di un altrettanto anonima Feltrinelli, leggendo qualche libro-inchiesta sul mondo dei giovani, scritto magari da qualcuno che i giovani non sa manco dove stanno di casa.
Ma non posso lamentarmi sempre delle giornate troppo corte, del sole che tramonta, del freddo, dei dolori esistenziali e fisici, della mancanza di sonno.
Forse la mia collega Stella ha ragione.
L'ho appena sentita dire che oggi siamo tutti un pò elettrici.
Forse siamo in preda agli ormoni.
Anzi, leviamo pure il forse.

E' inutile sperare di addormentarci e di svegliarsi in un mondo diverso?